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Valor 1000: Valgroup amplia la propria scala e conquista il vertice nel settore della plastica e della gomma

09/09/2026

Bottiglie in PET, tappi per bevande, film per la protezione degli alimenti e altri imballaggi sono entrati progressivamente nel portafoglio di Valgroup, man mano che l’azienda ampliava le proprie attività in Brasile e all’estero. Con un fatturato netto cresciuto in media del 16,2% all’anno negli ultimi cinque anni e arrivato a 7,61 miliardi di reais nel 2025, la sfida è diventata anche quella di organizzare l’espansione. Dopo una serie di acquisizioni, il produttore ha dedicato tre anni all’integrazione di attività che operavano ancora con marchi, processi e sistemi propri. Completata lo scorso anno, la riorganizzazione ha aperto la strada a una nuova fase, volta a sfruttare al meglio l’efficienza derivante dalla scala raggiunta.

La presenza sul mercato è stata costruita in diversi segmenti. Nel 2022, l’azienda ha acquisito in Italia NuovaPlast, produttrice di preforme in PET, e 3R, specializzata nel riciclo delle bottiglie. L’anno successivo ha rilevato il gruppo Garda Plast, anch’esso italiano, ampliando la capacità produttiva di preforme. L’espansione è proseguita anche nel segmento dei tappi con l’acquisizione di Mirvi Brasil. Quest’anno Valgroup ha annunciato l’acquisizione delle attività nel settore dei tappi di Innova, a Manaus, un’operazione che rafforza la sua presenza nel mercato delle bevande e nelle regioni del Nord e del Nord-Est del Brasile.

“Riunire queste attività all’interno di un’unica struttura ha richiesto molto più che una semplice aggregazione di asset. «Abbiamo riunito sotto un’unica struttura aziende che in precedenza operavano in modo indipendente, ciascuna con il proprio marchio, i propri processi e sistemi. Questo ha generato importanti sinergie, ridotto i costi e aumentato l’efficienza dell’organizzazione”, afferma Carlo Bergamaschi, direttore esecutivo di Valgroup. L’integrazione dei sistemi, aggiunge, ha inoltre migliorato la qualità delle informazioni disponibili per il management e reso più rapide le decisioni.

Gli effetti sono evidenti negli indicatori del 2025. Valgroup, che nel 2026 celebra 50 anni dalla fondazione a Lorena, nello Stato di San Paolo, ha registrato il più alto fatturato netto del settore, oltre a un margine Ebitda del 23,6% e a una redditività del 22,8% sul patrimonio netto medio. Questi risultati hanno portato l’azienda al primo posto nel settore della plastica e della gomma nella classifica Valor 1000. Bergamaschi attribuisce parte della performance alla disciplina finanziaria e al reinvestimento dei risultati, che hanno consentito di mantenere gli investimenti anche in un contesto di tassi d’interesse elevati e di accesso al credito più restrittivo. Anche la scelta dei mercati di riferimento ha avuto un ruolo. “Abbiamo individuato come aree strategiche il settore alimentare, delle bevande, del personal care e dell’home care. Si tratta di segmenti legati ai consumi essenziali e quindi naturalmente più resilienti alle oscillazioni dell’economia”, afferma.

La performance è maturata in un’industria che negli ultimi anni è cresciuta a sua volta, sebbene a un ritmo inferiore rispetto a quello registrato da Valgroup. Il valore della produzione brasiliana di prodotti in plastica trasformata è passato da 97,2 miliardi a 165,8 miliardi di reais negli ultimi quattro anni, con una crescita nominale del 70,5% nel periodo, pari a una media del 14,3% annuo, secondo l’Associazione Brasiliana dell’Industria della Plastica (Abiplast). Per il 2026, l’associazione prevede un fatturato di 168 miliardi di reais e una crescita della produzione del 2%. Il settore prevede inoltre investimenti per 31,7 miliardi di reais entro il 2027, destinati all’ampliamento degli stabilimenti produttivi, agli imballaggi sostenibili, alla logistica inversa e alle tecnologie di riciclo.

In questo scenario, una parte della sfida competitiva passa dalla capacità di aumentare la produzione e, allo stesso tempo, rispondere alla crescente pressione per ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi. In Valgroup, una delle risposte alla sfida del settore consiste nel reintrodurre la plastica nel ciclo produttivo. Attualmente, l’azienda ricicla un volume equivalente al 23,7% di tutto ciò che produce e si è posta l’obiettivo di arrivare al 100% entro il 2040. Secondo l’azienda, le sue iniziative di riciclo hanno evitato l’emissione di oltre 8 milioni di tonnellate di CO2 dal 2009. Il rapporto con questo tema, tuttavia, è molto precedente all’attuale agenda ambientale delle imprese. “Abbiamo iniziato a riciclare la plastica negli anni Settanta per una necessità di approvvigionamento di materie prime, molto prima che l’economia circolare diventasse un tema globale”, afferma Bergamaschi.

Ciò che era iniziato come una questione di approvvigionamento ha acquisito un’importanza commerciale. Valgroup ha iniziato a investire in diverse tecnologie di riciclo, mentre i grandi produttori di beni di consumo hanno aumentato la domanda di imballaggi con una maggiore percentuale di materiale riciclato e una minore impronta di carbonio. La crescente pressione normativa, con requisiti legati alla circolarità e alla responsabilità post-consumo, conferisce ulteriore urgenza a questo processo.

Un esempio recente è lo sviluppo, insieme a Dow e Movimento Circular, di un imballaggio per il caffè progettato per essere riciclato. In collaborazione con Opem, l’azienda ne ha inoltre testato l’utilizzo sulle linee di confezionamento già installate, senza richiedere significative modifiche operative. “L’innovazione genera trasformazione solo quando riesce ad adattarsi alla realtà industriale dei clienti, e non il contrario”, afferma il direttore esecutivo di Valgroup.
La logica di combinare benefici ambientali ed economici emerge anche nel settore energetico. Da gennaio 2026, le attività brasiliane sono alimentate interamente da fonti rinnovabili. Valgroup ha aumentato la propria partecipazione in impianti di generazione solare e incrementato del 36% la produzione di energia propria. Per un’industria ad alta intensità energetica, l’autoproduzione riduce l’esposizione alle oscillazioni del mercato e aumenta la prevedibilità dei costi.
Dopo la riorganizzazione, Valgroup punta ad aumentare il ritorno sugli investimenti effettuati e a migliorare la produttività. Automazione e intelligenza artificiale (IA) sono tra gli strumenti scelti a questo scopo. Nel campo dell’IA, tuttavia, l’azienda è ancora nelle fasi iniziali e individua i principali progressi nell’automazione dei processi e nell’analisi più rapida di grandi volumi di informazioni, senza divulgare indicatori relativi all’impatto della tecnologia sulla produttività.

“Rendere disponibili gli strumenti è relativamente semplice; fare in modo che le persone cambino il proprio modo di lavorare, integrino l’IA nei processi e imparino a utilizzarla in modo coerente richiede uno sforzo molto maggiore”, afferma.

Le acquisizioni rimangono tra le priorità, con interesse per operazioni che possano ampliare il portafoglio di prodotti o rafforzare la presenza in mercati strategici. Presente in sei Paesi, Valgroup considera gli Stati Uniti e l’Europa mercati prioritari, in quanto ritenuti più prevedibili e caratterizzati da ricavi in valute forti.
Bergamaschi afferma che lo scenario fiscale brasiliano desta preoccupazione per gli effetti sui tassi d’interesse, sul costo del capitale e sulla fiducia, ma non prevede una riduzione degli investimenti nel Paese nel 2027. “Continueremo a investire nel Paese, ma oggi le nostre decisioni di allocazione del capitale tengono conto di una strategia globale”, afferma.

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